“Nel nostro genere, il teatro serve il circo ed il circo serve il teatro.” Intervista di Milo&Olivia

Dal 2003 Milo Scotton e Olivia Ferraris, in arte Milo&Olivia, divertono un pubblico di tutte le età con spettaccoli che combinano l’arte del circo con l’arte del teatro: equilibristi, giocolieri, acrobati, danzatori e attori, il Duo riesce a tenere adulti e piccini, in Italia ma anche in Europa, incollati alle loro sedie e con il naso all’insù.

Il 22 maggio 2016, è stato un grande piacere ospitarli su Greenline con il loro spettaccolo Capuçine. (Per vedere la galleria di foto, clicca qui).

Ecco la nostra intervista con il duo di artisti.

Come siete arrivati nel mondo dell’ arte di strada ?

Più che arte di strada, a noi piace chiamarla arte “in” strada, per sottolineare quell’avvicinarsi al pubblico di un’evento atto a coinvolgerlo, ad emozionarlo. L’arte che va nella piazze, verso la gente, un modo dunque per condividere un messaggio, un’atmosfera, per parlare di noi, ma anche di loro.

Arriviamo a questo risultato grazie alla grande passione che abbiamo per la comunicazione attraverso le discipline del circo che abbiamo studiato sin da giovanissimi. Olivia ha frequentato l’accademia del circo di Cesenatico ed io l’école nationale de cirque de Montreal da cui nacque il cirque du soleil. Quando ci siamo accorti che saper fare delle acrobazie non equivaleva a saperle utilizzare per raccontare al pubblico, abbiamo deciso di estendere la nostra formazione al teatro studiando per due anni all’Accademia Dell’Arte Dinamico Drammatica della California.

Uno scienziato ed il suo garzone nello spettacolo “TWiRibo”, due coinquilini in « Kolok », una storia d’amore in « Klinke » … da dove prendete l’ispirazione per i vostri personaggi e le vostre storie?

Prendiamo le idee per i nostri spettacoli dai temi reali di cui ci piace parlare ai nostri bimbi. Crediamo che stare su un palco sia un privilegio quindi bisogna meritarselo e a noi piace farlo trattando con ironia magari e perché no leggerezza temi importanti quali l’esclusione, le differenze di cultura e di lingua, la lotta per l’ambiente, la realtà con un pizzico di follia e creatività in più…

I vostri spettacoli combinano due forme di arte : il circo e il teatro. Come si conciliano ? Cosa suscita il circo che non suscita il teatro e viceversa ?

Nel nostro genere, il teatro serve il circo ed il circo serve il teatro. Alcune volte, uno prende il sopravvento sull’altro e per questo diventa importantissima la regia finale, che segue un percorso drammaturgico per riuscire a mantenere il bilanciamento dello spettacolo tra l’intrattenimento performativo e l’intento culturale della trasmissione del messaggio.

Si può rafforzare in alcuni momenti l’uno rispetto all’altro solo se il progetto globale mantiene una densità elevata ed equilibrata tra ritmo e significato. Il circo riesce a trasporre metaforicamente l’intenzione teatrale dell’attore rendendola più originale ed unica, nel contempo il teatro può usufruire della verità del corpo, il confronto con le leggi della fisica che impedisce la falsità della finzione che può talvolta esistere in un contesto meramente teatrale.

E per finire un aggettivo a testa per descrivere Capuçine, lo spettacolo che ci avete presentato a Padova domenica 22 maggio.

Se dovessi definire in una parola lo spettacolo Capucine, direi comico e poetico, sorprendente e delicato. Insomma una parola sola non riuscirei proprio a dirla!

Grazie a tutti per la vostra partecipazione.

A presto, Milo Scotton

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